L’EVOLUZIONE • Cesare
L’EVOLUZIONE • Cesare
«Mio padre Vincenzo osò mettere in discussione il modello inglese, portando a termine una vera e propria rivoluzione, riuscì cioè a rendere la giacca morbida e leggera come una camicia o un cardigan apportando numerose altre innovazioni tecniche. E noi abbiamo messo a frutto i suoi insegnamenti rendendo la giacca di volta in volta sempre più adatta allo stile di vita contemporaneo». Così continua a raccontare Cesare Attolini, fra i sei figli di Vincenzo il più talentuoso e colui che sin da giovanissimo lo affiancò in sartoria, apprendendone le abili tecniche del taglio dei tessuti ed i segreti di modellatura e costruzione di quella giacca, tanto unica quanto innovativa, che continuava a mietere nuovi ed entusiastici seguiti in tutto il mondo. Erede naturale, Cesare alimenta il suo lavoro con la stessa passione e dedizione del padre. Oltre che con la medesima caparbietà e costante tensione al perfezionismo. Non a caso, dopo i primi anni trascorsi nella bottega di via Ventriera, decide ancor giovanissimo di lasciare Napoli per affinare la sua abilità nel disegno e nella modellistica. A soli ventidue anni raggiunge Torino per dirigere una delle più prestigiose sartorie dell’epoca. In poco tempo riesce a dar vita, per primo e con un enorme successo commerciale, ad una linea caratterizzata dal connubio perfetto fra le tecniche lavorative artigianali, apprese grazie al lavoro fianco a fianco con il padre e maestro, con quelle tipicamente seriali. Ancora una volta un’intuizione acuta, visto che questo sarà di lì in poi il metodo produttivo adottato da moltissime aziende del made in Italy e non solo. Terminata l’esperienza torinese, grazie al suo richiestissimo talento, Cesare continua ad esser ingaggiato nell’ideazione e creazione di nuove linee, contribuendo al successo di molte altre case. Un po’ come succede a quei grandi nasi che le più prestigiose maison del settore beauty corteggiano e si contendono per dare vita alle più straordinarie ed uniche essenze. Ricorda Cesare: «Ho sempre avuto un precetto, inculcatomi da mio padre fin da ragazzo: fare sempre seriamente il mio lavoro, senza cercare facili scorciatoie o scendere a compromessi che possono anche premiarti nel breve periodo ma nel lungo ti presentano sempre il conto».



