\ SOUTH-EASTERN SICILY: The cradle of Sicilian Baroque, where art, craftsmanship and fine dining come together in the perfect union: the union of timeless elegance. – Cesare Attolini

SOUTH-EASTERN SICILY: The cradle of Sicilian Baroque, where art, craftsmanship and fine dining come together in the perfect union: the union of timeless elegance.

Giacomo Alessi Giacomo Alessi

Ceramiche Alessi Caltagirone

Alessi Ceramiche nasce dal genio creativo di Giacomo Alessi, un Maestro artigiano ma soprattutto un genio creativo vero e proprio che ha saputo riscrivere con un approccio artistico le regole estetiche della tradizione della ceramica di Caltagirone. Qual’è la vostra storia e la vostra filosofia?

Giacomo Alessi: “Non ho studiato per diventare quello che sono ora. Ho sempre seguito il mio talento nel reinterpretare a modo mio l’arte della Ceramica. Ho iniziato ad approcciarmi al mondo dell’artigianato sin da ragazzo, quando ho dovuto fare di necessità virtù. Apprendere un mestiere, creando uno stile tutto mio era all’inizio degli anni ’80, prima di tutto, una necessità, per rispondere a quelle che erano le esigenze del mercato del lavoro.

La mia opera si arricchisce del patrimonio culturale Arabo, Normanno, Aragonese ma soprattutto di quello del Regno delle due Sicilie. Il soffitto della chiesa di San Donato è stato per me grande fonte di ispirazione. Perché come sottolineava Carlo Levi nel suo romanzo Dentro al mezzogiorno d’italia rappresentava la Cappella Sistina della Ceramica.

Allo stesso tempo ho sempre guardato a culture lontane, quella Cinese con i suoi 10.000 anni di patrimonio artistico e culturale. Il mio intento è sempre stato quello di parafrasare il messaggio aulico contenuto nelle opere a cui mi mi sono sempre ispirato per renderlo comprensibile al mio pubblico. Il mio è un artigianato umile, le mie opere vogliono essere prima di tutto utili e legate al tempo in cui sono realizzate.

Amo pensare che le mie creazioni possano essere paragonate a dei grandi racconti, “U’ Cunto” in dialetto. Esattamente come quei racconti che si ascoltavano di fronte al focolare di casa. Il racconto persiste nella mia opera dove si ritrovano i versi di Ludovico Ariosto che raccontava le teste antropomorfe, quelli di Leonardo Sciascia pregni di Sicilia e quelli di Mimmo Cuticchio con la sua “L’opera dei pupi”.

 

Rosso Cinabro – Bottega d’Arte Siciliana

 

Biagio Castilletti e Damiano Rotella Biagio Castilletti e Damiano Rotella

Rosso Cinabro è la storia di due Maestri artigiani, Biagio Castilletti e Damiano Rotella, che con tutto il loro raro sapere e saper fare perpetuano con grande passione l’arte del tradizionale Carretto Siciliano. Quali sono le vostre radici, la vostra storia, e le vostre ali, i vostri progetti futuri?

Biagio Castilletti: “Abbiamo frequentato entrambi, da ragazzi ma in tempi diversi, la putia dello stesso mastro pittore, Domenico Di Mauro. Fare il garzone presso la bottega di un artigiano è l’unico modo per apprendere un mestiere così legato ad un saper fare specifico, in via di estinzione. Difficilmente un giovane, al giorno d’oggi, accetterebbe di sacrificare anni in apprendistato ma noi eravamo spinti dalla passione, i sacrifici non ci spaventavano.

Entrambi, dopo alcuni anni come garzoni, abbiamo aperto la propria bottega, diventando a nostra volta mastri di bottega. A differenza di quelli d’altri tempi, però, non abbiamo mai provato gelosia verso la concorrenza, anzi, ci cercavamo per confrontarci e aiutarci l’un l’altro.”

Damiano Rotella: “Un giorno ci fu commissionato un lavoro grosso molto importante che decidemmo di fare insieme. Unimmo le forze e accettammo la commissione, pieni di buona volontà. Fu un carretto che richiese un anno di lavoro ma fu la nostra fortuna.

La sua qualità parlava per noi, era il nostro biglietto da visita. Le commissioni si moltiplicarono e decidemmo di unire le nostre botteghe sotto un unico nome.
Ora il nostro scopo è preservare l’arte siciliana, diffonderla più possibile, insegnarla a chiunque sia interessato, affinché quello che sembrava un mestiere in via di estinzione possa trovare nuova linfa vitale.”

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Cesare Attolini è, nel mondo, sinonimo di tradizione sartoriale partenopea. Ieri come oggi, dal 1930 lungo tre generazioni, fucina di un’idea di eleganza senza tempo. Artigianalità reale. Espressione, senza compromessi, di qualità assoluta, cultura unica del saper fare, esclusività, personalizzazione.

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