\ VENINI: the tradition of Murano glass comes to life in a marriage of artisanship and art. – Cesare Attolini

VENINI: the tradition of Murano glass comes to life in a marriage of artisanship and art.

VENINI è sinonimo di autentica eccellenza artigianale. Quali sono i valori cardine che sostanziano questa definizione, intorno ai quali da sempre l’azienda opera quotidianamente?

La storia di VENINI è un percorso d’arte, design e passione per il vetro artistico. Spirito di ricerca, sperimentazione e sapienza artigianale che si traducono in evasione dagli schemi tradizionali, apertura verso le avanguardie artistiche, padronanza delle tecniche di lavorazione, grazie all’apporto dei migliori maestri vetrai dell’isola.

Nella lunghissima storia della celebre tradizione della lavorazione artigianale del vetro di Murano, VENINI è un attore che ha saputo dare un impulso di significativa innovazione. Ci può raccontare come ciò è stato possibile?

Fin dal 1921, VENINI & C. pone le basi di quell’identità stilistica che ancora oggi la contraddistingue. Grande anticipatrice della contemporaneità, stringe già nei primi anni di attività innovative collaborazioni con artisti, architetti e designer da tutto il mondo. Accanto all’originale produzione artistica nascono nuove categorie merceologiche come i famosi lampadari, spesso destinati a grandi opere pubbliche e private.

Ogni manufatto VENINI ha un autentico contenuto artigianale e un altissimo contenuto artistico. Moltissime sono state le collaborazioni con grandi artisti e designer prestigiosi. Quali le più memorabili del passato e, se può rivelarcelo, quelle del prossimo futuro?

VENINI approda al ventunesimo secolo con un bagaglio di esperienze creative e produttive che la rendono “il” brand delle più straordinarie realizzazioni in vetro soffiato e lavorato a mano. Ogni creazione ha una storia che la rende assolutamente unica e “memorabile”, questo è il bello di lavorare con grandi interpreti del design. Hanno contribuito e contribuiscono a rinnovare e ampliare la gamma esistente collaborazioni artistiche con nomi di grande prestigio. Tra questi, si possono annoverare Carlo Scarpa, Gio Ponti, Massimo Vignelli, Gaetano Pesce, Toni Zuccheri, Tapio Wirkkala, Tobia Scarpa, Ettore Sottsass, Gae Aulenti, Alessandro Mendini, Timo Sarpaneva, Claudio Silvestrin, Mario Bellini, Emmanuel Babled, Giorgio Vigna, Ben Jakober e Yannick Vu, Rodolfo Dordoni, Mimmo Rotella, Fernando e Humberto Campana, Barber & Osgerby, Fabio Novembre, Tadao Ando, Monica Guggisberg e Philip Baldwin, Atelier Oï, Doriana e Massimiliano Fuksas e Aldo Cibic. La ricerca progettuale continua e si rafforza di collaborazioni e progetti futuri.

In Cesare Attolini la tradizione rappresenta un patrimonio di saper fare manuale unico messo a punto negli anni da Vincenzo e Cesare Attolini. Quali sono i segreti differenzianti della manifattura Made in VENINI?

Si può parlare di un VENINI–style, frutto di un’alchimia creatasi nel tempo fra preziose tecniche artigianali, alcuni eccezionali, artisti inventori di forme e l’ampia gamma di colori e nuances che solo la sua fornace può raggiungere. Presso la sua fornace originaria nell’isola di Murano, VENINI ospita un archivio storico, fiore all’occhiello dell’azienda con 45.000 disegni, 6.000 foto d’epoca e 4.000 opere d’arte.

Un attento lavoro di reclutamento e formazione di giovani maestranze sartoriali è portato avanti da Massimiliano e Giuseppe Attolini. La stessa cosa è per VENINI? A Murano le giovani generazioni si avvicinano al mestiere d’arte locale per eccellenza?

VENINI storicamente va alla scoperta e collabora con giovani designer, noti e totalmente sconosciuti. Come il progetto della lampada Kokoon presentata quest’anno ad Euroluce progettata in collaborazione con “de School Accademia di Belle Arti di Verona”. Inoltre, grazie alla riapertura della Scuola locale del Vetro, sono stati istituiti dei corsi che promuovono attività formative per la lavorazione del vetro. Dalle tecniche principali, ai metodi della lavorazione artistica più sofisticata, fino al design del vetro. Speriamo che tutto ciò porti un riavvicinamento da parte dei giovani al mondo del vetro artistico creando anche un ciclo positivo fra prodotto, maestranze e design.

Nella sartoria maschile Attolini è celebre in tutto il mondo per aver creato la prima giacca destrutturata della storia, sovvertendo i canoni sartoriali britannici dominanti nei primi decenni del Novecento, quale tra i vostri pregevoli manufatti può essere definito come sinonimo di VENINI?

Senza dubbio il vaso “Veronese” del pittore Vittorio Zecchin, direttore artistico agli inizi della VENINI. L’impronta data alla produzione da questo artista è decisamente di rottura rispetto alle tendenze dominanti in quel momento rifiutando il superfluo per trovare spunto nei modelli classici del ‘400 e ‘500 come questo vaso del 1921 e tratto dal dipinto dall’ “Annunciazione della Vergine” di Paolo Veronese. Il vaso ottenne un grande successo, tanto da divenire il “logo” dell’azienda. Molti negli anni sono gli oggetti realizzati che hanno sovvertito i canoni “classici” del vaso tra questi citiamo anche l’opera “Yemen” di Ettore Sottsass. Il gusto VENINI è frutto di un magico dosaggio che si è creato nel tempo, tra tecniche del vetro e colori esclusivi, artisti e designer inventori di forme grazie al “soffio” dei maestri vetrai hanno contribuito a consolidare il prestigio di VENINI, testimonianza della creatività e dell’artigianalità del Made in Italy.

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Cesare Attolini è, nel mondo, sinonimo di tradizione sartoriale partenopea. Ieri come oggi, dal 1930 lungo tre generazioni, fucina di un’idea di eleganza senza tempo. Artigianalità reale. Espressione, senza compromessi, di qualità assoluta, cultura unica del saper fare, esclusività, personalizzazione.

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