Gabba Antichità

Dal 1930, uno dei più prestigiosi artisti restauratori.

L’arte è una delle passioni più coinvolgenti, perché capace di emozionare ogni volta in modo diverso. Enzo Basiglio ci racconta come è nata e come si è trasformata in un lavoro in grado di preservare il patrimonio artistico del nostro Paese. Insieme alla moglie, Donatella Gabba, Enzo tramanda le tradizioni del restauro nato in bottega unite all’innovazione del “minimo intervento”, che, grazie all’utilizzo delle più innovative tecnologie, garantisce interventi sempre più minuziosi e meno invasivi sulle opere d’arte.

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Quando e come nasce Gabba Antichità? E quali sono i valori alla base del vostro operato?

Il laboratorio Gabba nasce nella prima metà degli anni Trenta del Novecento, quando il suo fondatore – Piero Gabba, all’epoca diciassettenne – viene proclamato “Campione per la Provincia di Alessandria” per il mestiere di Intagliatore, durante i Campionati Nazionali di Mestiere svoltisi nel 1934. Da quel momento, ha inizio un’intensa attività di decorazione ad intaglio di mobili e specchiere che viene purtroppo interrotta dall’arrivo della Seconda Guerra Mondiale, anche se Piero durante i lunghi anni in Libia riuscì comunque ad essere attivo nel suo lavoro di intagliatore. Nel 1944, infatti, grazie proprio alla sua grande abilità e manualità, riuscì a rientrare in Italia – salvando la vita – per procurarsi le essenze lignee per la realizzazione di una scacchiera completa di pedine per il suo Comandante. Dal suo rientro, grazie anche alla preziosa collaborazione con il fratello Renzo e, in seguito, anche dell’altro fratello, Carlo, la bottega artigiana “Fratelli Gabba” divenne sempre più operosa e conosciuta a livello regionale. Negli anni Cinquanta, con il crescere della sensibilità dei clienti verso gli arredi d’epoca, ebbero inizio i primi interventi di restauro su opere d’arte di ogni genere e la bottega venne ampliata fino ad annoverare, nei primi anni Sessanta, più di una decina di dipendenti che – ognuno con una propria mansione ben specifica – riuscivano a fare della bottega artigiana un luogo magico in cui si arriva a recuperare, nel vero senso della parola, ogni più piccolo frammento dell’opera su cui si interviene, senza mai stravolgerla, reinterpretando secolari tecniche con scoperte innovative e andando, costantemente e in modo quasi maniacale, ad intingere tra antiche ricette e segreti di bottega tutto ciò che può essere utile per far rinascere oggetti ed arredi.

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La vostra storia porta con sé dunque tutti quei valori propri della bottega d’arte. Un significativo punto in comune con Cesare Attolini, la cui etica dell’operare quotidiano racconta la storia di una famiglia che da sempre lavora con grande passione a un progetto senza tempo, basato sull’eccellenza, l’artigianalità autentica e l’innovazione. Non trova che all’interno di questo parallelismo sia insita una piena affinità?

Si senza dubbio, proprio questo è lo spirito-guida che continua negli anni a segnare il nostro operato: una passione che accomuna i componenti della famiglia e i dipendenti – che sono ormai parte integrante della famiglia stessa -, il continuo confrontarsi con un “saper fare” e con un’etica che sempre devono contraddistinguere qualsivoglia lavoro che stia per uscire dal nostro laboratorio e poi, soprattutto, la continua ricerca di miglioramento grazie alle nuove possibilità tecnologiche che il mercato propone, che però sempre devono essere interpretate ed adeguate alle nostre esigenze. Cosa che solo la sensibilità acquisita in anni di esperienza può rendere possibile.

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Sono trascorsi 86 anni dalla fondazione di Gabba Antichità. Era il 1930, neanche a farlo apposta, lo stesso anno in cui Vincenzo Attolini creava la prima giacca destrutturata della storia. Una straordinaria coincidenza!
È vero, la coincidenza è straordinaria! In effetti quei primi decenni del Novecento hanno segnato tutto il XX secolo, facendo emergere quei talenti naturali che con passione, fantasia e determinazione hanno fatto conoscere il nostro artigianato artistico in tutto il mondo.

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Possiamo dunque definire il laboratorio Gabba come un luogo dove vige la cultura da restauro a regola d’arte nel rispetto dell’integrità del dipinto. Che ruolo assume la tecnologia all’interno della cultura del restauro moderno e contemporaneo?

Le nuove tecnologie e i nuovi materiali sono stati quelli che negli ultimi vent’anni ci hanno permesso di fare un ulteriore salto di qualità: siamo stati tra i primi in Italia ad utilizzare la tavola calda, il sottovuoto e la tavola fredda per il consolidamento dei dipinti su tela, sperimentazioni che hanno potuto essere vantaggiosamente usate anche per i dipinti contemporanei, permettendoci di intervenire su opere d’arte polimateriche contemporanee e sul restauro delle carte. Tutto questo, se costituisce per il restauro conservativo un’evoluzione, è stato per noi una vera e propria rivoluzione, in particolare per la rapidità con la quale tutto è avvenuto, in un settore fra l’altro tecnologicamente dormiente da secoli.

Dall’alto della sua carica istituzionale di Presidente dei Restauratori Italiani di Confartigianato, quale crede possa essere l’elemento fondamentale per lanciare i talenti artigiani di domani?

Credo che gli elementi fondamentali per i talenti artigiani di domani possano esser sintetizzati in sacrificio, dedizione al lavoro, umiltà e recupero delle tradizioni, uniti al continuo e costante esercizio per mantenere la manualità, plasmando però la naturale di fantasia nell’ottica dell’innovazione. Oggi più che mai c’è assoluto bisogno dei giovani per le loro eccezionali doti di apprendimento, creatività ed innovazione, ma solo se i giovani riusciranno ad assorbire e fare proprio il know-how degli artigiani del passato, il futuro potrà vedere la piena affermazione dell’artigianato artistico, soprattutto italiano.

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Cesare Attolini è, nel mondo, sinonimo di tradizione sartoriale partenopea. Ieri come oggi, dal 1930 lungo tre generazioni, fucina di un’idea di eleganza senza tempo. Artigianalità reale. Espressione, senza compromessi, di qualità assoluta, cultura unica del saper fare, esclusività, personalizzazione.

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