\ “Quando lo spirito non collabora con le mani, non c’è arte.”, Leonardo Da Vinci – Cesare Attolini

“Quando lo spirito non collabora con le mani, non c’è arte.”, Leonardo Da Vinci

L’ARTE COME VIA MAESTRA.

Se l’arte in generale si riferisce a un certo sapere unito a una certa abilità, l’arte in senso estetico non sembra definibile propriamente né come sapere né come abilità, condizioni necessarie ma non sufficienti della sua possibilità e del suo modo di funzionare. Il riferimento alle nozioni di genio o di creatività, che comincia a delinearsi a partire dalla fine del Sedicesimo secolo, è infatti un segnale di questo suo statuto, implicante anche una classificazione ad hoc delle arti in senso estetico.

In altre parole, ormai il parlante, anche senza uno specifico riferimento all’estetica, alle teorie dell’arte, della letteratura e a esplicite assunzioni culturali, sembra supporre, da una parte, un campo semantico riferibile all’arte in generale e, dall’altra, un campo speciale, quello dell’arte in senso estetico, irriducibile al primo. Tale distinzione è relativamente moderna. Tuttavia, essa viene avvertita, anche se in modo non necessariamente coerente e non nella parola stessa, fin dall’antichità.

Sembra indicarlo la discussione platonica, che suppone una identificazione di certe arti, in senso estetico, non omologa rispetto a quella dello statuto delle cosiddette arti imitative (l’arte del poeta o del pittore) di contro alle arti in generale (l’arte del pescatore o del falegname o del sarto), con la conclusione che le prime non sarebbero propriamente arti, in quanto non fondate su un sapere specifico. Già con Aristotele l’identificazione del campo delle arti in senso estetico si fa più coerente e più ferma; ma è soprattutto con l’affermarsi in età moderna di una prospettiva teorica estetica, che suppone a sua volta un lungo travaglio di assestamento culturale e una profonda trasformazione della distinzione tra arti liberali e arti meccaniche, che quella identificazione tende quasi a istituzionalizzarsi.

Lontana dalle nostre intenzioni v’è quella di definire la nostra opera quotidiana come arte. Tuttavia, il nostro agire ogni giorno nasce proprio da un sapere pregnante, unico, e tende all’atto della creazione a partire da un senso estetico alto e altrettanto ideale. È l’idea di arte platonica, dunque, che nutre e guida la nostra creatività manuale, meccanica, ogni giorno. Ma è, al contempo, l’idea aristotelica stessa d’arte che guida quella meccanicità, quel saper fare da arte minore, nel riuscire a creare opere, i nostri capi, che spesso sono spontaneamente definiti dei veri e propri capolavori d’arte!

 

 

Carrello

Share this page

Cesare Attolini è, nel mondo, sinonimo di tradizione sartoriale partenopea. Ieri come oggi, dal 1930 lungo tre generazioni, fucina di un’idea di eleganza senza tempo. Artigianalità reale. Espressione, senza compromessi, di qualità assoluta, cultura unica del saper fare, esclusività, personalizzazione.

Questo sito web utilizza la tecnologia dei cookie. Continuando la navigazione su questo sito, si accettano le condizioni di utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni è possibile consultare l’informativa su Cookie e Privacy. Accetta e continua